Partiamo da una considerazione di base indispensabile…
L’INPS oramai è noto all’opinione pubblica che non sarà in grado ancora per troppo tempo di poter assolvere alla sua funzione a causa dei disastri ai quali è sottoposta, per le scelte insolite e bizzarre dei governi che si alternano alla guida del nostro paese.
Le frequenti crisi di settore, quelle di alcune aree economicamente meno strutturate del nostro Paese, ed anche quelle crisi che hanno ripercussioni su scala mondiale, stanno creando i presupposti per un’accelerazione a questa prospettiva del più grande ente previdenziale d’Italia.
Sai perché?
È il pozzo senza fondo dal quale, chi ci governa, attinge soldi per acquietare gli animi di quella parte di popolazione oggetto della crisi del momento
… purtroppo, abbiamo politici che, anziché sistemare l’andamento finanziario dell’INPS, ci distraggono con manovre di facciata sulle linee politiche del “quando” andare in pensione: superata la “Legge Fornero” (minimo a 67 anni), è in vigore “Quota 100” (somma tra età anagrafica e anni di contribuzione), ora stanno pensando a “Quota 41 o 42” (gli anni di contribuzione).
Di fatto stanno nascondendo la polvere sotto il tappeto…